Ormai fa parte di noi e quasi non ci facciamo più caso.
Una sorta di foliage artificiale che con l’approssimarsi dell’inverno va lentamente a caratterizzare ogni ambiente interno ed esterno fino a diventare l’elemento cromatico dominante.
È il Rosso Natale.
Il colore che ci riporta al clima di festa, che ritroviamo nelle tavole imbandite, negli addobbi, nell’iconico costume del suo testimonial più famoso.
Ma come si è arrivati a tutta questa invasione di rosso?
È davvero tutta colpa di Babbo Natale?
Molti pensano di sì.
Così come credono che lo stesso Babbo Natale altro non sia che un’invenzione della Coca Cola.
Quel che è certo è che l’immagine di Babbo Natale rosso vestito creata dal fumettista Haddon Sundblom per l’azienda di Atlanta in occasione di una campagna pubblicitaria natalizia del dicembre del 1931 fece davvero il giro del mondo, trasformando quell’illustrazione di Babbo Natale in una sorta di testimonial del prodotto e contribuendo in modo più che significativo a diffondere a livello internazionale quel simbolo e quei colori oggi così familiari per tutti noi.
Il fatto che il colore scelto per il costume di Babbo Natale dall’illustratore sia anche quello del marchio della Coca Cola possiamo archiviarlo come una pura coincidenza. Vero?!?
La tradizione di Babbo Natale
L’operazione di marketing dell’azienda americana ha avuto sicuramente un impatto fondamentale nell’affermazione della tradizione di Babbo Natale in tutto il mondo, e con essa del colore rosso che lo identifica.
Questo soprattutto se pensiamo che, prima di allora, Babbo Natale esisteva già, ma veniva raffigurato in svariati modi, con o senza barba, e anche vestito di verde e con le sembianze di un elfo, o azzurro, come da tradizione russa, dove viene chiamato Nonno Gelo.
Eppure il mito di Santa Claus ha origini antichissime, e ci riporta a San Nicola patrono di Bari e alle sue numerose opere benevole rivolte a bambini, spostando la storia di Babbo Natale da questa parte dell’Oceano.
A portarla di là furono gli olandesi con la loro emigrazione in Nord America, e alcune notizie fanno risalire al 1773 le loro prime celebrazioni associate alla figura del Santo, la cui celebrità crebbe progressivamente fino alla sua esplosione come fenomeno pubblicitario associato alla nota bevanda.
E il rosso?
Sicuramente c’era già un po’ di rosso nei paramenti vescovili di San Nicola, ma l’associazione di questo colore alle feste di Natale e anche a quelle di Capodanno è frutto di una combinazione di motivi storici, culturali e simbolici che si sono intrecciati nel corso dei secoli.
Nel Medioevo il rosso era un colore associato alla regalità e alla ricchezza e spesso sia le vesti cerimoniali che le decorazioni delle chiese utilizzavano rosso e oro per creare un’atmosfera di solennità.
Il rosso è anche il sangue di Cristo e rappresenta il sacrificio della sua nascita e il richiamo al martirio e alla redenzione, temi centrali della cristianità. Questo lo rende un colore dall’alto valore simbolico specie riferito a una giornata del calendario che associamo alla sua venuta.
E ha un significato religioso ma anche pagano, perché il riferimento al colore del sangue riconduce fin dall’antichità al principio della vita e ai riti propiziatori che il 25 dicembre venivano celebrati per accogliere il nuovo anno e i nuovi raccolti.
L’associazione tra il rosso e le festività è anche una questione botanica. Basti pensare alla Stella di Natale, scientificamente nota come Euphorbia Pulcherrima, il cui color Natale, che le è valso il titolo di pianta ornamentale più venduta durante le feste, è in realtà l’effetto di un processo fotochimico che avviene principalmente in inverno e in condizioni di luminosità scarsa.
Capodanno rosso speranza
I richiami simbolici legati al rosso hanno certamente contribuito alla sua fortuna come colore d’eccellenza per le feste e le celebrazioni. è rosso l’amore, è rossa la passione, sono rossi il calore e il fuoco. è rosso il colore che meglio di tutti, secondo la cromopsicologia, esprime vicinanza, coinvolgimento e contatto.
E rosso deve essere anche qualche capo da indossare durante la notte di Capodanno, preferibilmente intimo e rigorosamente nuovo. Un gesto propiziatorio di buona fortuna che non ha particolati riferimenti culturali ma che è ormai diventato tradizione, specie tra le persone più scaramantiche.
è pur vero che il colore rosso è associato alla gioia, all’energia e alla vitalità, valori che si sposano perfettamente con i festeggiamenti di inizio anno. Ma se proprio vogliamo trovare un riferimento a questo rito del rosso da portare addosso ci viene in aiuto la tradizione legata al Capodanno cinese.
Lì il rosso è il colore dominante perché simbolizza fortuna, prosperità e protezione contro le energie negative. Ottime ragioni per importare questa usanza, che qui da noi andrebbe applicata seguendo specifiche regole.
L’indumento rosso indossato a Capodanno deve essere nuovo e possibilmente regalato per amplificare la sua efficacia simbolica. Va gettato via o sostituito subito dopo l’uso, per simboleggiare il passato da lasciarsi alle spalle e l’inizio di un nuovo anno di fortuna e prosperità.
Natale rosso Sassellese!
Ebbene sì, abbiamo scherzato. Non c’è nessuna ipotesi e nessuna teoria scientifica che dimostri il legame tra la tradizione del rosso a Natale e il colore del nostro marchio e dei nostri packaging.
Però c’è una folta schiera di amici e clienti affezionati che scelgono i nostri prodotti per regalare, distribuire e condividere dolcezza durante le feste di Natale e non solo con amici e parenti.
Nel nome di questa consuetudine che speriamo si possa diffondere sempre di più vogliamo augurare a tutti Buone Feste, Buon Anno Nuovo e un dolcissimo e felicissimo Natale Rosso Sassellese!
