Amaretti morbidi e Sassello: un connubio perfetto che ha sapore d’autunno

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Arriva l’autunno e la zona del Sassello, dove hanno origine gli amaretti morbidi de la Sassellese, si tinge dei colori caldi della stagione, mescolandosi ai sapori tipici di settembre.

Una visita alla patria dell’amaretto morbido: il borgo di Sassello in Liguria

Amaretti, funghi, colori caldi: Sassello, caratteristico borgo ligure, accoglie le fresche tonalità dell’autunno. Tra le foglie caduche ingiallite dei boschi di faggio spuntano copiosi i funghi, prelibatezza del Sassello e dintorni, mentre, finita l’estate, ognuno torna alle proprie mansioni quotidiane. Alla Sassellese, instancabilmente, non ci si ferma mai: amaretti morbidi, baci e canestrellini, tra i prodotti di punta dell’azienda, vengono sfornati ogni giorno, per essere poi distribuiti in quasi tutto il mondo, tenendo alto il nome del made in Italy e in particolare dei prodotti tipici liguri.

Per capire quanto sia importante l’amaretto per Sassello, riportiamo alcune parole del sindaco del paese Daniele Buschiazzo di qualche tempo fa: “L’amaretto morbido, assieme ai funghi, è il nostro prodotto più importante: veicola il nostro paese in tutto il mondo, ci promuove e attira molti turisti. Inoltre, dà lavoro a quasi 200 persone di Sassello e del comprensorio e questa è una ricchezza inestimabile. La ricetta originaria dell’amaretto, di Gertrude Dania, è datata 1860. L’amaretto, quindi, nasce proprio nel periodo in cui la siderurgia moderna soppiantava le vecchie ferriere: Sassello ne aveva addirittura sette, quante sono oggi le fabbriche dei dolci. La nascita dell’amaretto è stata dunque per noi una sorta di inconsapevole riconversione industriale d’altri tempi, che ha dato frutti di enorme valore e consolidati nel tempo”.

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Sassello: paese, tradizioni e cultura

Oggi scopriremo tutto, ma proprio tutto, sugli amaretti, ma prima qualche parola sul paese a cui rendiamo tributo col nostro marchio aziendale. Situato sul versante settentrionale dell’Appennino ligure, Sassello è un centro interessante dal punto di vista paesaggistico: tra lussureggianti boschi si snodano sentieri che percorrono le pendici dei monti circostanti, ricchi di sorgenti. Nel centro del paese, tra la chiesa della Concezione e quella della SS. Trinità, incontriamo le numerose abitazioni che seguono l’intricato percorso di viuzze. Nelle piccole botteghe che puntellano le strade è possibile acquistare prodotti locali, tra cui i nostri amaretti. Vi ricordiamo che in via Dania troverete lo spaccio de La Sassellese, dove potrete acquistare direttamente i nostri prodotti. Per i buongustai doveroso segnalare le altre specialità: oltre ai già citati funghi, i salumi, il pecorino e i “tirotti”, focacce dalla tipica forma ovale.

Sassello è anche promotrice dell’iniziativa “Bandiera Arancione”. L’idea nasce nel 1998 su proposta degli amministratori comunali e dell’Associazione “Amici del Sassello”. Primo vincitore del “marchio di qualità turistico-ambientale”. Il borgo savonese è ovviamente una delle bandiere arancioni, insieme a molti altri borghi caratteristici sparsi in tutta Italia.

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Parco del Beigua: gustoso per natura

Non si può infine non citare il Parco naturale regionale del Beigua, riconosciuto come sito UNESCO, all’interno del quale si trova il comune di Sassello. L’ente che si occupa del parco ha creato un marchio, Gustosi per Natura: quest’ultimo viene concesso in uso a prodotti freschi e trasformati di origine locale, provenienti dai Comuni del Parco del Beigua. Formaggi, insaccati, prodotti da forno, conserve e tutti gli altri sapori unici del Beigua diventano così ambasciatori di biodiversità e custodi delle antiche tradizioni locali.

La Sassellese ha ottenuto la certificazione dall’ente Parco del Beigua per i suoi amaretti morbidi, baci di Sassello, canestrelli e canestrellini, essendo stati riconosciuti i requisiti di qualità dei prodotti scelti. La produzione avviene nei territori del Parco e i prodotti sono compatibili con le finalità di conservazione e di sviluppo sostenibile esaltate dal marchio di qualità.
Il marchio Gustosi per Natura va ad aggiungersi alle altre certificazioni che La Sassellese ha ottenuto negli ultimi anni: ogni traguardo ci porta sempre più verso il perfezionamento dell’intera produzione, per consegnare al cliente pasticceria sempre più buona e genuina.

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Innovazione e tradizione: certificati di qualità dell’amaretto morbido e nuove declinazioni

Gli amaretti morbidi La Sassellese non contengono farina di frumento, in conformità al Decreto Ministeriale del 22 luglio 2005, che tutela di alcune tra le più note specialità della tradizione dolciaria italiana e definisce con precisione il disciplinare per la produzione dell’amaretto morbido. La totale assenza di farina di frumento ne permette il consumo anche a chi è affetto da celiachia, offrendo a tutti la possibilità di apprezzare questo prodotto tipico alla mandorla, da sempre gluten free.
Sulla linea di una ricerca continua di eccellenza e qualità si colloca una delle ultime direttive aziendali: per l’Amaretto Morbido di Sassello è stato deciso di quintuplicare la quantità di mandorle presenti nella ricetta.

La Sassellese da sempre porta avanti una politica di responsabilità verso i consumatori: la qualità dei prodotti non può essere buona, deve essere eccellente. La Sassellese si definisce industria artigiana: tutte le specialità vengono realizzate secondo le regole di una volta e hanno lo stesso sapore di una volta. Non solo vengono selezionati gli ingredienti migliori, sani e genuini, ma vengono adottate tutte le norme internazionali per offrire ai consumatori prodotti che rispondano ad alti standard di qualità garantita. In questa pagina potete trovare un approfondimento sugli standard di qualità.

Ingredienti di qualità e certificazioni su tutti gli standard sono la priorità aziendale, ma da sempre la Sassellese va alla ricerca di nuove varianti per i prodotti, mantenendo sempre la base delle ricette più classiche. L’ultima golosa novità in termini di prodotti innovativi è l’amaretto morbido ricoperto al cioccolato. Alla ricetta tradizionale dell’amaretto è stata aggiunta la golosità e l’energia del cioccolato, in un connubio di tradizione, innovazione e golosità.

Amaretto morbido: una storia italiana

Si è parlato di Sassello, ma vediamo a quando risalgono le origini del tradizionale pasticcino ligure. L’amaretto di Sassello nasce nel 1860, quando la Signora Gertrude Dania Rossi inizia a prepararlo nel paese natio, per esclusivo consumo familiare. Tuttavia, secondo le ipotesi più accreditate, l’amaretto viene inventato nella prima metà del Settecento da un economo di corte di casa Savoia, o meglio dalla sua signora, di origine siciliana. Fra storia e leggenda si narra che in seguito la “dolce” coppia si trasferì nell’Astigiano, dove cominciò a diffondere questo gustoso dolce, che portò i primi consumatori a esclamare “sono buoni e un po’ amaretti”: da qui l’origine del nome.

Ben presto gli amaretti diventano produzioni tipiche – ciascuna con caratteristiche proprie – di varie località del Basso Piemonte, e si diffondono nelle terre liguri di confine, che con quell’area geografica hanno da sempre comunanza di vita, scambi e storia.
A Sassello ben presto la famiglia della Signora Dania passa dalla produzione familiare ad una piccola produzione artigianale di amaretti morbidi, in un locale ancora esistente al centro dell’abitato. Prima della fine del secolo l’amaretto di Sassello inizia a raccogliere consensi in tutte le principali esposizioni, a cominciare da quella di Genova del 1892. Raccoglie gradimento e riconoscimenti anche all’estero, fino ad arrivare alla mostra di Parigi del 1911 e a quella di Madrid nel 1914.

Lo scoppio della prima guerra mondiale costringe però a segnare il passo, e fra le due guerre, nonostante continui con i nipoti di Gertrude, quella dell’amaretto di Sassello resta una produzione artigianale a diffusione quasi esclusivamente regionale. Bisogna attendere gli anni ’60 per vedere questa antica produzione artigianale locale riprendere a pieno ritmo e diventare il volano dello sviluppo di un vero e proprio “distretto dolciario di Sassello”.

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Come si preparano gli amaretti: la “ricetta” de La Sassellese

Concludiamo l’articolo con un’altra dolce storia: la preparazione dei nostri amaretti morbidi. È possibile coniugare tecnologia e tradizione? La Sassellese lo conferma, e il suo stabilimento ne è un chiaro esempio. Ogni giorno vengono prodotti dolci tipici della tradizione ligure, con lo stesso amore e la stessa attenzione della pasticceria casalinga e delle ricette di una volta, con un piccolo e fondamentale aiuto dato dalle più moderne tecnologie.
Vediamo nel dettaglio le varie tappe della preparazione dell’amaretto morbido. Il primo passo è la lavorazione delle mandorle e delle armelline, il cuore dell’amaretto: dopo essere state ammorbidite e raffinate viene aggiunto lo zucchero e l’albume d’uovo, per creare il composto che viene inserito nell’impastatrice.
Ora l’impasto degli amaretti: una volta uscito dall’impastatrice, il composto subisce il tipico processo dell’arrotolamento, che conferisce la caratteristica forma tondeggiante con superficie screpolata dell’amaretto. Dopo essere stati adagiati sulle teglie, vengono inseriti in forni girevoli che garantiscono una cottura uniforme e fragrante, lenta e omogenea: solo così si sprigiona tutto l’aroma delle mandorle.
Dopo la cottura, gli amaretti vengono lasciati raffreddare sulle teglie per poi essere successivamente staccati a mano e inseriti sul nastro trasportatore. Sullo stesso vengono incanalati in uno stretto binario, dove un addetto specializzato ha il compito di effettuare il controllo qualità. Solo i pasticcini perfetti possono passare alla fase di impacchettamento: gli amaretti vengono confezionati singolarmente per preservare morbidezza e caratteristiche organolettiche.